A tu per tu con mister Marco Galletti

Dopo lo stop ufficiale al campionato di serie B decretato dalla Figc, Marco Galletti, allenatore della prima squadra della Roma calcio femminile, ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni.

È ufficialmente arrivata la parola Fine sulla Stagione 2019/2020…

“Sì, purtroppo la stagione finisce così. C’è grosso rammarico, ma capisco che non ci sono le garanzie sanitarie per mettere in sicurezza le ragazze. Sono e siamo molto rammaticati. Speriamo si possa ripartire il prima possibile”

Il tuo primo anno nel calcio femminile Che mondo hai trovato e che differenze ci sono con quello maschile dove avevi giocato e  allenato?

“Per me essere alla Roma Calcio femminile è motivo di orgoglio, ho trovato una società che è prima di tutto una famiglia, ma che vuole crescere in modo esponenziale sia a livello di scuola calcio che a livello agonistico.  Se si pensa che durante il periodo di isolamento gli staff hanno sempre fatto incontri e riunioni, si capisce che questa società ragiona da professionista. Quali sono le differenze tra calcio maschile e quello femmine?  Prima di tutto l’aspetto psicologico.  Io sono stato letteralmente rapito dalla serietà e dalla professionalità delle ragazze: U17 prima e Serie B dopo. Non sono mai mancate agli allenamenti, chiedono sempre, vogliono essere seguite in tutto quello che fanno dal corretto posizionamento del corpo o da una postura… fino a controllare e correggere (là dove ve ne fosse bisogno) il gesto tecnico.  Altra differenza è l’approccio al lavoro. Le ragazze stanno sul pezzo sin da subito e se non hanno capito te lo dicono proprio: “non ho capito”, non fanno finta di aver capito e subito dopo sbagliano come spesso accade con i maschi.”

Hai preso la Prima Squadra in corsa, che percorso è stato?

“Allenare la prima squadra è stata per me una sorpresa, ringrazio ovviamente la società per questa opportunità, ho trovato ragazze vere predispote alla cultura del lavoro, vederle arrivare anche un’ora prima al campo per fare palestra (come integrazione all’allenamento) e subito dopo scendere in campo ad allenarsi in gruppo, dopo una giornata di lavoro o di università, ti dà grandi stimoli. Il percorso non è stato facile,  ma avevamo intrapreso la strada giusta poi purtroppo tutto si è bloccato fino alla conclusione della stagione con il comunicato di ieri.”

In questo periodo difficile siete stati costantemente vicino alle ragazze, in che modo?

“Durante lo stop forzato, in accordo con la società, insieme allo staff abbiamo deciso di mandare programmi di allenamento  (ringrazio Alberto per la disponibilità nel preparare i lavori per le ragazze). Per cercare di stare in contatto abbiamo fatto una serie di allenamenti tramite la piattaforma zoom, anche qualche “zoom aperitivo”  così per vederci, per fare due chiacchiere e parlare del più e del meno.”

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